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Questo weekend si chiude un’affascinante mostra al Ristorante Milleluci di Rubbio – Rübel – che ha aperto un’originalissima collaborazione tra l’artista Moreno Panozzo e lo chef Elvis Pilati. L’artista asiaghese con atelier a Milano e New York prosegue al Milleluci l’esplorazione dei sensi con la “calce da leccare”: Moreno Panozzo e l’Arte Commestibile al Milleluci:

«Per me l’arte è una ragione di vita. L’ultima opera un punto di partenza». Eclettico, enigmatico, designer di formazione, si è cimentato con la scenografia, la grafica, la moda e la letteratura. Con le sue opere ha girato il mondo e la sua creatività è stata raccontata su libri di storia dell’arte, riviste nazionali e internazionali, monografie, collezioni museali, riviste e volumi editi in più lingue.
Moreno Panozzo, nato ad Asiago 56 anni fa, con atelier a Milano e a New York e una casa, museo, atelier, hotel in Altopiano, dove lo scorso anno è stato pure girato il film diretto da Luciano Luminelli “Come Fratelli”, torna periodicamente a rigenerarsi nella sua terra e ogni volta è l’occasione per avviare una collaborazione artistica nuova. Questa volta ha ripreso un filone avviato nel 2006 con l’intento di coinvolgere i sensi: «Ho iniziato dall’aspetto tattile – spiega Panozzo – con opere che si potessero toccare, anzi che dessero emozioni solamente attraverso il tatto, poi nel 2008 sono passato all’olfatto, collaborando con una ditta francese di profumi con cui ho creato essenze legate all’oro, l’argento, il rame, la ruggine. Poi è arrivato il periodo dell’udito con suoni che campionavo all’interno di officine, registrazioni tribali. Mi mancava il gusto e da qui è iniziata la collaborazione attuale con lo chef Elvis Pilati (Milleluci di Rubbio), mi piaceva l’idea di poter leccare una mia opera e attraverso il gusto provare emozioni».

Al momento l’artista è fermo ad uno stadio intermedio che ha dato vita a una serie di opere “incompiute”, esposte nel ristorante di Rubbio e legate al recupero dei vecchi muri delle case dell’Altopiano: «Asiago ha una architettura essenziale che negli anni si sta perdendo per colpa di contaminazioni che tolgono identità. Queste opere recuperano l’idea dei vecchi muri scrostati. Il passo successivo sarà dare un gusto alla calce, il sapore della mia arte».
Nel frattempo le opere che ricoprono tutte le pareti del ristorante, sono state abbinate da altrettante creazioni più piccole a formare dei cubi che richiamano i muri scrostati e che lo chef Pilati utilizza come supporto per presentare ai clienti una entree particolare: «Si tratta di un mattoncino di brisee salata – spiega Elvis – con una confettura di sambuco affumicata e acidulata con aceto, formaggio Asiago stravecchio a pezzetti, ricoperto da un formaggio molle Asiago con polvere di foglie di sedano, di pomodoro, cenere di cipolla e polvere di porcini a simulare un muro vecchio e sporco».
La mostra chiude al Milleluci questo weekend, poi le “opere incompiute” torneranno in studio da Panozzo per essere completate».

Alberto Tonello “Il Giornale di Vicenza”

Nel frattempo gli ospiti del Ristorante Milleluci di Rubbio – Rübel – saranno accolti e attorniati dall’allestimento permanente che Moreno Panozzo ha creato per lo chef Elvis Pilati.

Nelle immagini che seguono alcune viste dell’allestimento curato da Moreno Panozzo al Milleluci.

Ristoratori Sette Comuni | novembre 2019
testo di Antonio Busellato 
foto di Luca Benetti